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Rinvio alla Corte Costituzionale del Regolamento AGCOM per la tutela del diritto d’autore on-line: bilanci e prospettive
Martedì, 07 Ottobre 2014 10:07

Rinvio alla Corte Costituzionale del Regolamento AGCOM per la tutela del diritto d’autore on-line: bilanci e prospettive

di Mauro Santo 

Sono passati poco più di sei mesi dall'entrata in vigore del "Regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica e procedure attuative ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70” (delibera 680/13/Cons). Scopo del regolamento è lo "sviluppo dell’offerta legale di opere digitali e l’educazione alla corretta fruizione delle stesse", ma l'innovazione più importante introdotta dal Regolamento è consistita in una particolare procedura di natura amministrativa destinata a colpire in modo celere le violazioni del diritto d'autore online, tra cui in particolare le violazioni massive attuate tramite siti web. Oltre all'ordine di rimuovere dal sito web la singola opera considerata in violazione del diritto d'autore, la grande novità del Regolamento consiste nella possibilità di agire contro siti web ospitati su server localizzati in paesi esteri, nei confronti dei quali l'autorità può imporre l'oscuramento ordinando ai prestatori di servizi di mere conduit (in altre parole agli operatori di telecomunicazioni) di provvedere alla disabilitazione dell'accesso a tali siti.

Ad oggi sono state ricevute oltre 100 istanze, di cui oltre due terzi hanno dato luogo a un procedimento dell'AGCOM, che si sono risolti in tempi piuttosto celeri (in media circa 30-45 giorni). Esaminando i vari provvedimenti, si può notare che si tratta senza dubbio di un sistema molto efficace sopratutto per colpire le violazioni massive di opere on line.

Le sorti del Regolamento dipendono però dal giudizio della Corte Costituzionale. Il 26 settembre scorso infatti il TAR del Lazio, su ricorso di alcune associazioni di categoria, ha disposto con ordinanza il rinvio alla Corte Costituzionale. L'ordinanza in questione è molto articolata e solleva numerose questioni, ma essenzialmente riguarda il corretto bilanciamento tra la tutela dei titolari dei diritti sulle opere dell'ingegno diffuse su internet, e i diritti di libertà di manifestazione del pensiero sanciti dagli articoli 2 e 21 della Costituzione Italiana. In particolare, a giudizio del TAR del Lazio, procedure come quelle introdotte dal Regolamento AGCOM, poiché influiscono sul diritto costituzionalmente garantito di manifestazione del pensiero, sarebbero sottoposte a riserva di legge nonché a riserva giurisdizionale. Riserve entrambe violate dalla natura amministrativa del Regolamento AGCOM.

Sarà determinante il giudizio che esprimerà la Corte Costituzionale al riguardo, auspicando che vengano adeguatamente bilanciati i numerosi interessi e diritti in gioco. Come ha efficacemente sottolineato in un recente intervento il Commissario Agcom Antonio Nicita, “l’ecosistema Internet pone due problemi pervasivi di rivalità sui beni immateriali: quello della tutela dei titolari, ma anche quello dell’accesso di chi usa quel bene come input per innovare. Ne consegue che se la protezione del diritto è eccessiva essa può distruggere nuovi mercati e nuovi processi innovativi”.