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(Thomas Edison)

Continuano i tentativi di attacco alla protezione delle icone del design italiano
Mercoledì, 08 Ottobre 2014 09:35

Continuano i tentativi di attacco alla protezione delle icone del design italiano

di Marina Lanfranconi

Nell’inconsapevolezza dei più, il 6 ottobre 2014, è stato riproposto sotto forma di emendamento al Decreto Sblocca Italia, l’ennesimo tentativo di modifica dell’art. 239 del Codice di Proprietà Industriale, di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30. L’emendamento, ritenuto inammissibile, costituisce un ulteriore tentativo di prevedere il regime transitorio di protezione solo per le opere "cadute" in pubblico dominio dopo la scadenza del periodo di registrazione come modello ornamentale con l’effetto di escludere la protezione per le opere mai state registrate che consistono nella quasi totalità dei prodotti di design.

La battaglia non è finita. Le opere di design industriale create in Italia ed esposte nei musei in tutto il mondo corrono comunque il rischio di essere replicate e gli investimenti in ricerca e sviluppo delle imprese e/o dei designer vanificati in quanto lo scorso 17 settembre 2014 la Camera dei Deputati ha presentato la proposta di legge n. 2501, datata 30 giugno 2014 su iniziativa dei deputati Nicchi, Pannarale, Ricciatti e Melilla, concernente la “Modifica all’art. 239 del Codice di Proprietà Industriale, di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, in materia di limiti alla protezione accordata dal diritto d’autore su disegni e modelli, per l’attuazione della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 27.1.11 nella causa C-168/09”, assegnandone la discussione alla Commissione X (Attività Produttive) in sede referente. Tale proposta peraltro è stata presentata con motivazioni fuorvianti poiché in alcun modo la proposta di modifica è destinata a dare attuazione “alla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 27.1.11 nella causa C-168/09” dal momento che la stessa non subordina affatto la protezione delle opere di design ai sensi del diritto d’autore ad un regime di registrazione. Fra l’altro le varie motivazioni addotte dai proponenti richiamano la libertà di ispirazione delle imprese. Ci auguriamo che qualcuno riuscirà a spiegare che l’ispirazione ad opere protette è lecita e solo la loro imitazione è illecita.

Ebbene ciò che è uscito dalla porta è rientrato dalla finestra e la X Commissione si troverà ad esaminare una proposta di legge che il Governo ha recentemente stralciato dal Decreto Legge 12 settembre 2014 n. 133, c.d. “Sblocca Italia”.  La proposta di modifica all’art. 239 del Codice di Proprietà Industriale avrebbe l’effetto pratico di privare tout court le opere del design industriale italiano della tutela accordata dalla legge sul diritto d’autore, ponendosi in netto contrasto con l’impianto complessivo del Decreto Sblocca Italia che fra gli obiettivi reca quello di valorizzare l’immagine del Made in Italy e sostenere le iniziative di attrazione degli investimenti esteri. L’argomento è  tecnico e a molti probabilmente gli effetti non sono chiari, infatti qualora la proposta fosse approvata, la patria del design e della creatività e innovazione finirebbe per diventare un hub di imitazione di prodotti iconici dove, contrariamente a quanto avviene nella maggior parte dei Paesi dell’UE, qualsiasi impresa, italiana o straniera, avrebbe facoltà di copiare, produrre e commercializzare opere del disegno industriale dotate di valore artistico e carattere creativo dal momento che esse non risulterebbero meritevoli di tutela ai sensi della disciplina del diritto d’autore in quanto mai registrati.

Auspichiamo una levata di scudi in favore di tutte le opere di design italiano e vi invitiamo ad esprimere la vostra opinione sul tema.

marina.lanfranconi@milalegal.com