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Violazione di diritti patrimoniali d'autore su Internet e giudice competente: l’Avvocato Generale UE propone un criterio di identificazione per i danni c.d. "delocalizzati"
Martedì, 14 Ottobre 2014 08:52

Violazione di diritti patrimoniali d'autore su Internet e giudice competente: l’Avvocato Generale UE propone un criterio di identificazione per i danni c.d. "delocalizzati"

di Elisabetta Mina 

La Corte di Giustizia Europea è chiamata a pronunciarsi per la prima volta in merito ai criteri di attribuzione della competenza giurisdizionale nei casi di violazione del diritto d’autore attraverso Internet, ai sensi dell’art. 5, punto 3, del Regolamento CE n. 44/2001.

Infatti la Corte ha avuto occasione di esaminare i problemi posti da Internet nell’applicazione delle norme di diritto internazionale privato, ma mai in un’ipotesi di violazioni diffuse di diritti patrimoniali d’autore commesse tramite Internet, come quella in esame.

Il caso riguarda alcune opere di una fotografa professionista residente in Austria, divulgate senza il suo consenso attraverso il sito Internet di una società tedesca, con dominio nazionale con desinenza “.de”, accessibile agli utenti residenti in tutti gli Stati membri.

A tal proposito l’Avvocato Generale UE ha depositato le proprie conclusioni, concludendo che l’opzione migliore nel caso in esame, trattandosi di un caso di danno "delocalizzato", consista nell’escludere la competenza dei giudici dello Stato in cui si concretizza il danno e riservare invece tale competenza ai giudici dello Stato in cui si è determinato l’evento causale.

Osserva l'Avvocato Generale che nel caso di violazione di diritti d’autore attraverso Internet occorre stabilire quale delle molteplici soluzioni offerte dalla giurisprudenza meglio si adatti, escludendo tuttavia tanto l'applicazione del criterio del centro di interessi, applicato nella sentenza eDate Advertising (in cui la Corte ha fornito una risposta alla problematica sollevata dalla violazione dei diritti della personalità tramite Internet), che il criterio della focalizzazione (vale a dire la competenza del giudice dello Stato in cui deve essere focalizzata l’attività lesiva, già applicato in altri contesti diversi ma analoghi nelle sentenze L’Oreal, Donner e Football Dataco). Analogamente, viene esclusa l'applicabilità nel caso di specie della giurisprudenza del noto caso Pinckney, caratterizzata da tre elementi che inducono a constatare la competenza giurisdizionale nel caso di una violazione transfrontaliera di un diritto patrimoniale d’autore: una tutela sostanziale, una tutela fattuale e una tutela limitata al territorio. La competenza ad accertare l’esistenza di un danno derivante dalla violazione di un diritto patrimoniale d’autore spetta quindi esclusivamente al giudice nel cui territorio tale diritto è tutelato e in cui sussiste il rischio di fatto che si verifichi la violazione, e solo per i danni subiti in detto Stato.

A parere dell'Avvocato Generale,l’applicazione automatica della giurisprudenza Pinckney a un caso nel quale il danno appare «delocalizzato» può risultare inefficace, in quanto la soluzione cui è giunta la Corte in detta sentenza fornisce una risposta per le ipotesi nelle quali il rischio di violazione, o l’effettiva violazione dei diritti d’autore, si concretizzi chiaramente in un ambito territoriale, anche qualora il mezzo utilizzato sia Internet. Al contrario se il danno è «delocalizzato», a motivo del tipo di opera o del mezzo impiegato per la sua comunicazione, come sostenuto dalla Repubblica portoghese e dalla Commissione europea, non è possibile applicare il criterio del luogo della concretizzazione del danno, ma soltanto la competenza giurisdizionale dei giudici del luogo in cui si è verificato l’evento causale.

Qualora si verifichino danni “delocalizzati” su Internet lesivi di diritti patrimoniali d’autore, l’opzione migliore consiste a parere dell'Avvocato Generale nell’escludere la possibilità di adire i giudici dello Stato in cui si è concretizzato il danno e nel riservare la competenza ai giudici dello Stato in cui si è determinato l’evento causale. Questa opzione non esclude poi la facoltà di adire anche i giudici dello Stato membro in cui è domiciliato il convenuto - anche se nella maggior parte dei casi, ma non in tutti, i due criteri condurranno al medesimo foro, così come nella fattispecie in oggetto.

Considerato che la diffusione non autorizzata di opere protette dal diritto d'autore via Internet senza la fornitura del relativo un supporto fisico costituisce ormai una delle violazioni più comuni su Internet, la decisione della Corte di Giustizia sarà fondamentale per la futura tutela di tali diritti sulla rete.

elisabetta.mina@milalegal.com