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Packaging: confermata la tutela
Giovedì, 16 Ottobre 2014 14:47

Packaging: confermata la tutela

di Mauro Santo 

La recente sentenza del Tribunale di Milano - Sezione Specializzata in materia d'impresa (n. 11010/2014 pubblicata il 17 settembre 2014), ha affrontato nuovamente il tema del look alike, ossia la ripresa delle caratteristiche della confezione di un prodotto da parte di un concorrente. San Carlo Gruppo Alimentare S.p.A., noto produttore di patatine, aveva citato in giudizio Amica Chips S.p.A. (altrettanto noto produttore di patatine) asserendo che Amica Chips avrebbe utilizzato confezioni di patatine confondibili con quelle utilizzate da San Carlo. La confezione San Carlo era caratterizzata da sfondo bianco, immagine del prodotto-patatina al centro della confezione, descrizione del prodotto in caratteri minimali, marchio denominativo posto in alto al centro, bordi orizzontali colorati (bianco e rossi). La confezione Amica Chips aveva colori bianco azzurri, bordi colorati verticali, con fasce più estese e tonalità più intense, involucro lucido, due patatine al centro della confezione ed il marchio Amica Chips ben in evidenza. 

I giudici hanno anzitutto riconosciuto il carattere distintivo della confezione San Carlo, poiché si discosta dalla grafica delle comuni confezioni di patatine; hanno però affermato che non sussisteva alcun rischio di confusione dei consumatori tra le due confezioni, escludendo quindi qualsiasi ipotesi di contraffazione di marchio. I giudici - e questo è il punto più importante della sentenza - hanno tuttavia riconosciuto la pratica del look alike. Escluso il rischio di confusione, hanno infatti affermato che la riproduzione di caratteristiche salienti e distintive delle confezioni San Carlo costituisce concorrenza sleale per agganciamento (in base all'articolo 2598 comma 2 del codice civile). In particolare, l'agganciamento non è idoneo ad ingannare il consumatore sulla provenienza del prodotto (in altre parole, il consumatore non confonderà mai le patatine San Carlo con le Amica Chips), ma è finalizzato a richiamare nella mente del consumatore il prodotto del concorrente, influenzandone la scelta d'acquisto. I giudici hanno riconosciuto che il fenomeno del look alike "consiste nell'imitazione dell'insieme degli elementi che compongono una confezione e di ciò che appare all'esterno".    

La sentenza del Tribunale di Milano consolida l'orientamento in base al quale a) il packaging o il lay out della confezione di un prodotto è tutelabile, e b) la ripresa del complesso dei suoi elementi da parte di un concorrente ("look alike") è illegittima, indipendentemente dalla confondibilità tra prodotti (ed anzi spesso nei casi di look alike, i diversi marchi sono ben in evidenza e non c'è alcun rischio di confusione). Per ottenere adeguata tutela degli investimenti sostenuti è fondamentale che la combinazione dei singoli elementi della confezione abbia carattere distintivo e si discosti dai comuni prodotti del settore. Il packaging o il lay out di un prodotto quindi possono affiancarsi ai tradizionali asset IP di un'impresa, di solito rappresentati da marchi registrati o design.