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Focus “on-line”: definizione dei “diritti fondamentali” nella Rete, inizia la consultazione italiana
Giovedì, 23 Ottobre 2014 14:34

Focus “on-line”: definizione dei “diritti fondamentali” nella Rete, inizia la consultazione italiana

di Ilaria Gargiulo

Centoventi giorni di consultazione online a partire dal prossimo 27 ottobre: ecco il secondo step per la bozza  di testo della Dichiarazione dei Diritti in Internet, composta da 14 articoli, resa pubblica il 13 ottobre durante una conferenza internazionale presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, dove si è tenuta la riunione dei presidenti delle commissioni europee competenti in materia di diritti fondamentali dell’Unione. La presa di coscienza del ruolo preminente assunto da Internet quale spazio economico che rende possibile innovazione, competizione e crescita, è un passo irrinunciabile per un paese che si definisce democratico e, nonostante siano state necessarie le spinte da parte del Consiglio Europeo, l’iniziativa può certamente dirsi innovativa.

Particolarmente significativo è il primo articolo del testo che, nel riconoscere garanzia ai diritti fondamentali di ogni persona, statuisce che tali diritti “devono essere interpretatati in modo da assicurarne l’effettività nella dimensione della Rete”. Un aggiornamento della normativa strettamente legato al mondo del web, destinato ad avere un forte impatto sociale, risulterebbe, infatti, quantomeno indebolito se poi i singoli diritti fossero interpretati in base a criteri e una visione d’insieme limitata, che non tiene conto delle mille sfaccettature di Internet e degli strumenti a questo collegati. 

Allo stesso modo, l’art. 12, che definisce la sicurezza in rete quale interesse pubblico e quindi la volontà di garantire una tutela ai diritti in internet, costituisce un punto essenziale di tale Dichiarazione poiché senza tale principio generale, la sola definizione nella Dichiarazione di specifici diritti, quali il diritto di accesso, la tutela dei dati personali, il diritto all’identità, l’anonimato o il diritto all’oblio ne farebbe dei concetti teorici privi di qualsiasi riscontro pratico.

Lo scandalo delle intercettazioni e della sorveglianza globale denunciate da Edward Snowden, il c.d. “Datagate”, che ha sollevato un gran dibattito in Europa e nel mondo in tema di sicurezza online e diritti fondamentali, potrebbe quindi aver sortito un effetto positivo se al termine di tale consultazione si avrà un testo che permetta al diritto di stare al passo con i tempi – rapidissimi - dell’era digitale. In attesa della versione definitiva e della sua approvazione però, per farsi un’idea su come questo testo dovrebbe svilupparsi e uno spunto per partecipare attivamente alla consultazione, si può consultare al Marco Civil, il testo promulgato lo scorso aprile dal governo brasiliano, il primo a muoversi attivamente su tale fronte.

ilaria.gargiulo@milalegal.com