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La pubblicità delle sigarette elettroniche: le nuove regole del Regno Unito
Martedì, 04 Novembre 2014 14:57

La pubblicità delle sigarette elettroniche: le nuove regole del Regno Unito

di Marina Lanfranconi

Il 10 novembre entrerà in vigore nel Regno Unito una nuova norma del Codice di Autodisciplina applicato dall’Advertising Standards Authority (ASA), l’autorità garante per la pubblicità inglese (Section 22 del CAP Code), che regolamenterà la comunicazione commerciale della sigaretta elettronica, intesa come qualsiasi prodotto destinato all'inalazione di vapori, anche se non contenente nicotina, attraverso un boccaglio, o qualsiasi altro componente (quali le cartucce, i serbatoi, i liquidi), oltre che prodotti affini quali la “e-shisha” e il “e-hookah”.

L’elaborazione della norma ha avuto una decisiva accelerazione dopo che nel febbraio 2014 una multinazionale del tabacco ha lanciato nel Regno Unito una pubblicità per la sua sigaretta elettronica sui principali canali nazionali. Dall’acceso dibattito che ne è seguito l’ASA, rilevato un vuoto normativo, ha avviato una consultazione pubblica, ritenendo che le norme vigenti riguardanti i prodotti da fumo tradizionali non potessero trovare applicazione per le sigarette elettroniche.

L’art. 22 del CAP Code intende in particolare tutelare i minori di 18 anni vietando comunicazioni che possano incoraggiarli a fare uso di sigarette elettroniche e quindi, indirettamente,  di prodotti da fumo - utilizzando, per esempio, persone intente a fumare un’e-cig che sembrino avere meno di 25 anni, o indirizzando la comunicazione ai minori attraverso la selezione di un media che abbia quali destinatari di riferimento gli under 18. Ulteriori precauzioni sono previste poi rispetto alla confusione tra e-cig e prodotti da fumo, ad una positiva rappresentazione di questi ultimi, a  claim di rivendicazione di effetti salutistici o indicazioni mediche delle e-cig (anche rispetto alle sigarette tradizionali), all’informativa in merito all’eventuale presenza di nicotina ed all’indiretto effetto pubblicitario di marchi di sigarette (ad esempio, attraverso elementi presenti nella comunicazione che possano essere associati ad una marca di tabacco).

Quanto all’Italia, la pubblicità delle sigarette elettroniche è disciplina da alcune norme contenute nella Legge 8.11.2013, n. 128 (conversione del D.L. 12.09.2013 n. 104 recante “misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca”), rivolte principalmente a tutelare i minori attraverso limiti nella diffusione e programmazione delle campagne delle e-cig, vietata in luoghi, programmi o spazi dedicati ai minori (ad esempio nella fascia oraria 16-19, sulla stampa e durante la proiezione di film dedicati ai minori). Per quanto riguarda il contenuto dei messaggi che promuovono le e-cig, le norme di riferimento si limitano invece a prevedere che vengano indicati chiaramente l'eventuale presenza di nicotina e il rischio di dipendenza da tale sostanza, oltre ad un divieto sull’inserimento di claim salutistici.

Le norme contenute nella L. 128/213, che prevedono anche l’emanazione di sanzioni in caso di violazione, sono passate inosservate — forse perché inserite in un decreto che tratta di tutt’altri argomenti, forse perché nessun produttore di sigarette elettroniche si è fatto sino ad ora avanti con campagne di rilevanza nazionale. Inoltre non risulta ad oggi emanato il codice di autoregolamentazione da parte delle emittenti radiotelevisive e delle agenzie pubblicitarie alle quali sembrerebbe dalla legge medesima demandata la definizione dei principi e delle regole applicabili al contenuto della comunicazione commerciale delle e-cig. Sarebbe auspicabile, se e quando verrà redatto, conoscere e tenere presenti le norme del codice di autodisciplina inglese, non da ultimo al fine di creare in Europa regole uniformi per la comunicazione commerciale, a beneficio di inserzionisti, creativi e consumatori.

marina.lanfranconi@milalegal.com