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La partita di polo di Ralph Lauren risulta vincente nella difesa attiva dei propri marchi
Martedì, 09 Dicembre 2014 10:31

La partita di polo di Ralph Lauren risulta vincente nella difesa attiva dei propri marchi

di Marina Lanfranconi 

La partita di polo del giocatore raffigurato nel celebre marchio Ralph Lauren conta ormai moltissimi tempi - o più tecnicamente “chukker” - che l’azienda americana da anni gioca attivamente a difesa del proprio segno distintivo a livello internazionale. Anche in Italia, solo negli ultimi sei mesi, i giudici milanesi sono stati chiamati a decidere in diversi procedimenti a tutela del marchio Ralph Lauren (RP).

Nel procedimento conclusosi il giugno scorso, The Polo Lauren Company L.P. e RL Fashion of Europe, rispettivamente titolare e licenziataria del celebre marchio figurativo della silhouette del giocatore di polo, avevano citato in giudizio l’azienda Italiana F.lli Martinelli Textile s.r.l. al fine di ottenere la dichiarazione di nullità del marchio figurativo depositato nel 2011 da quest’ultima consistente nella raffigurazione di un giocatore di polo sovrastata dalla scritta “American Polo” e “Sporting Club” in posizione sottostante, per accertare la contraffazione dei prodotti contraddistinti da tale marchio ed ottenere un risarcimento dei danni subiti a causa dell’attività posta in essere dall’azienda bergamasca.

Parte convenuta si difendeva rilevando che il segno del polo player era ormai volgarizzato e di uso comune al punto da non poter più costituire oggetto di privativa. 

Con sentenza del 7 maggio, Il Tribunale di Milano accoglieva tutte le domande di parti attrici operando un confronto visivo dei due marchi e decidendo in favore di una notevole somiglianza e conseguente rischio di confusione per il pubblico “anche sotto forma di rischio di associazione tra i due segni”. Inoltre nella decisione viene sottolineato che il marchio della nota casa di moda, oltre ad essere presente nella classifica dei cento marchi più noti nel mondo ed essere stato oggetto di diverse campagne promozionali, la cui rinomanza è già stata riconosciuta in diversi procedimenti giurisdizionali italiani, europei ed internazionali e ciò non può che essere tenuto in considerazione anche ai fini della asserita volgarizzazione del marchio RP rilevata da parte convenuta e rigettata dal Collegio milanese.

Il Tribunale fra l’altro, pur rilevando la notevole differenza qualitativa tra i prodotti delle parti in causa, riconosceva un indebito agganciamento alla rinomanza del marchio Ralph Lauren da parte della convenuta e sottolineava che le norme poste a tutela del marchio nel nostro ordinamento non si limitano alla tutela della funzione distintiva ma si estendono alla protezione del valore attrattivo e della carica suggestiva incorporati nel segno. Sulla base di tali elementi, ai sensi dell’art. 125 del c.p.i. veniva liquidato un risarcimento di 75.000€  in favore della casa di moda, in base ad un criterio equitativo, non potendo procedere alla liquidazione in base al criterio della retroversione degli utili a causa dello sfruttamento indebito del rilevato svilimento e annacquamento del valore attrattivo del segno. Inoltre in favore di parte attrice veniva ordinata la distruzione dei prodotti in contraffazione del segno, la pubblicazione del dispositivo della sentenza e riconosciuto un compenso per le prestazioni professionali forensi per un importo di  8.000€ a carico di parte convenuta.

La attiva politica difensiva posta in essere dalla nota casa di moda Ralph Lauren a livello internazionale si è rivelata premiante con la conseguenza di risultare parte vincitrice in numerosi procedimenti negli ultimi anni, fra i quali quello intrapreso nei confronti della US Polo Association nel 2011 negli Stati Uniti e in circa una decina  di procedimenti dinanzi all’OAMI tra il 2013 e il 2014.

marina.lanfranconi@milalegal.com