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L’AGCM condanna Tripadvisor per le false recensioni
Lunedì, 22 Dicembre 2014 18:04

L’AGCM condanna Tripadvisor per le false recensioni

di Elisabetta Mina

Con decisione dello scorso 19 dicembre l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha condannato il portale web TripAdvisor al pagamento di una sanzione amministrativa di 500mila euro, riconoscendo come scorretta la condotta consistente nella diffusione su tale portale di informazioni ingannevoli sulla provenienza e autenticità delle recensioni pubblicate, in violazione degli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo.

TripAdvisor infatti pubblicizza la propria attività mediante claim che pongono l’accento proprio sul carattere autentico e genuino delle recensioni pubblicate – quali  “Su TripAdvisor puoi trovare tante recensioni vere e autentiche, di cui ti puoi fidare”. L’istruttoria ha invece accertato che sono presenti sul portale recensioni palesemente inveritiere (a titolo di esempio, riguardanti strutture alberghiere già da tempo chiuse) e che le misure adottate non sono idonee a garantire né la provenienza né la veridicità dei contributi degli utenti, quali, ad esempio, l’attivazione di procedure di verifica al momento della registrazione, volte ad accertare l’identità dei nuovi viaggiatori della community.

L’utilizzo dei suddetti claim induce al contrario in errore i consumatori sull’affidabilità delle recensioni pubblicate sul sito, in quanto gli stessi, diversamente da quanto sostenuto da TripAdvisor, non sono tutti “implicitamente consapevoli del fenomeno delle false recensioni e sufficientemente esperti per riconoscerle” e pertanto non sono tutti in grado di orientare le proprie scelte di consumo correttamente dinanzi ad un quadro informativo alterato. La diffusione della pratica commerciale a mezzo internet, inoltre, rafforza il carattere decettivo delle affermazioni poiché “le stesse sono suscettibili di investire una vastissima platea di consumatori”.

Non è la prima volta che i claim utilizzati da TripAdvisor vengono ritenuti ingannevoli ed infatti, già nel 2012 l’Advertising Standards Authority britannica aveva imposto alla società di eliminare dallo stesso qualsiasi riferimento al fatto che le recensioni ivi contenute fossero rilasciate da “veri” viaggiatori e quindi oneste, reali ed attendibili.

L’Antitrust riconosce quindi, con la presente decisione, la necessità che la comunicazione online risponda alle medesime regole di veridicità e correttezza che trovano applicazione per la pubblicità offline, in particolare quando si afferma l’autenticità delle testimonianze e recensioni degli utenti. 

elisabetta.mina@milalegal.com