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Sulla politica audiovisiva europea il Consiglio U.E. indica le misure per l’adeguamento all’era digitale
Martedì, 27 Gennaio 2015 13:06

Sulla politica audiovisiva europea il Consiglio U.E. indica le misure per l’adeguamento all’era digitale

di Mariangela Liuzzi

Nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 3 dicembre 2014 sono state pubblicate le conclusioni del Consiglio dell’U.E. sulla politica audiovisiva europea nell’era digitale. Il Consiglio ha ritenuto che non siano più trascurabili i profondi cambiamenti nei comportamenti del pubblico nei confronti dei contenuti audiovisivi, soprattutto tra i giovani che sempre di più utilizzano servizi on line, e che si debba comunque prendere atto che il pubblico chiede e si attende, dai fornitori di prodotti audiovisivi, un accesso immediato a nuovi contenuti in qualsiasi momento, ovunque e con tutti i dispositivi. E’ il Consiglio stesso a prendere atto che in Europa, dove i mercati sono ancora frammentati, la fornitura legale dei contenuti non soddisfa sempre questa domanda transfrontaliera.

In una tale trasformato contesto i diritti d’autore dovrebbero, a parere del Consiglio, continuare ad avere funzione di proteggere e stimolare la creazione e garantire il compenso appropriato ai titolari dei diritti e al tempo stesso consentire lo sviluppo di nuovi servizi innovativi e l’accesso transfrontaliero per i cittadini.

Gli obiettivi principali della politica audiovisiva europea, a parere del Consiglio, devono quindi essere: a) agevolare la fornitura di contenuti ampi, culturalmente e linguisticamente diversificati e di alta qualità: b) soddisfare la domanda del pubblico garantendo un accesso ai contenuti facile, rapido , transfrontaliero e legale nonché la piena circolazione transfrontaliera delle opere audiovisive europee e la loro visibilità in tutte le piattaforme di distribuzione; c) garantire parità di condizioni per la competitività dei fornitori dei servizi di media audiovisivi nel mercato unico.

Al fine di perseguire i predetti obiettivi, il Consiglio, tra i vari interventi suggeriti, invita la Commissione Europea:

a) a svolgere i lavori di revisione della direttiva 2010/13/UE sui servizi media audiovisivi, prestando attenzione ad alcuni elementi tra cui, ci sembrano di particolare rilievo, quello di i) valutare se la distinzione regolamentare fra servizi media audiovisivi non lineari e lineari resti appropriata nell’era digitale, ii) valutare il funzionamento del principio del “paese di origine” nel panorama audiovisivo, iii) valutare l’efficacia delle misure di promozione delle opere europee iv) valutare il funzionamento delle attuali disposizioni in materia pubblicitaria v) garantire l’adozione di un sistema di protezione dei minori applicabile a tutti i servizi media audiovisivi e dunque non solo ai servizi media audiovisivi lineari;

e

b) a presentare le proposte necessarie per continuare a modernizzare il quadro giuridico dell’UE sul diritto d’autore alla luce del passaggio al digitale favorendo l’accesso online, legale e transfrontaliero alle opere audiovisive senza tuttavia che questo possa pregiudicare la protezione e la remunerazione degli autori e degli altri titolari dei diritti.

Ognuno degli obiettivi indicati dal Consiglio richiede una seria riflessione nell’attuale situazione di convergenza dei servizi di media audiovisivi, in parte già in corso in ambito nazionale. L’AGCOM ha infatti recentemente annunciato che il Consiglio ha approvato a inizio anno un pacchetto di delibere relative alle evoluzione del settore televisivo e al suo impatto sulle politiche regolamentari.

La prima delibera riguarda la chiusura dell’indagine sulla “Televisione 2.0 nell’era della convergenza” che ha lo scopo di verificare proprio l’adeguatezza dell’impianto normativo esistente al mutato scenario tecnologico. Proprio nel corso di questa indagine è emersa la grande asimmetria normativa tra i servizi media audiovisivi lineari e quelli non lineari, asimmetria che si auspica venga presto corretta con una ridefinizione dell’attuale disciplina applicabile ai servizi media audiovisivi. 

Sul fronte delle misure di promozione delle opere europee, sono già in corso consultazioni pubbliche promosse da AGCOM presso tutti gli operatori interessati. AGCOM ha da ultimo altresì promosso un’indagine conoscitiva sul settore della produzione audiovisiva, con particolare riferimento alla produzione europea e indipendente. 

Anche all’esito di questi lavori, ci si aspetta una revisione della normativa in materia di quote di investimento e programmazione di opere europee anche in un ottica di armonizzazione e razionalizzazione di tutti i regolamenti che fino ad oggi hanno regolato la materia.

Infine, in materia di protezione dei minori, negli scorsi mesi si sono svolti i lavori di revisione del Codice Media e Minori. In tale sede le emittenti televisive hanno lungamente discusso della possibilità di estendere le misure di protezione dei minori già applicate ai servizi lineari anche ai propri servizi media audiovisivi non lineari. Pertanto, il nuovo testo del Codice potrebbe presentare delle novità anche su questo tema. 

mariangela.liuzzi@milalegal.com