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Un “Oh” di sollievo per il rapper Jay-Z, per il giudice US il campionamento del brano “Hook & Sling” non è plagio
Giovedì, 26 Febbraio 2015 10:30

Un “Oh” di sollievo per il rapper Jay-Z, per il giudice US il campionamento del brano “Hook & Sling” non è plagio

di Letizia Nuvoli

Il campionamento di registrazioni musicali ed il loro utilizzo all’interno di nuove registrazioni musicali è una modalità creativa molto diffusa ed ha dato origine a un elevato numero di contenziosi in particolare negli Stati Uniti all’esito dei quali, per il campionamento non autorizzato, sono stati riconosciuti ingenti risarcimenti in favore degli aventi diritto sul brano campionato.

Di recente è stata emessa una sentenza (TufAmerica Inc v. WB Musica Corp. 13-cv-7847 - giudice Lewis A. Kaplan) in un caso che ha visto come protagonista il celebre rapper e produttore discografico Jay-Z, il quale ha utilizzato il campionamento della sillaba "oh" nella sua registrazione del brano intitolato “Run This Town”.

Il giudizio è stato introdotto da TufAmerica, titolare di diritti sul brano “Hook & Sling” e contenente la parola "oh", la quale ha sostenuto che in “Run This Town” sarebbe stato utilizzato il campione della parola “oh” tratto da detto brano, parola da considerarsi sufficientemente originale per essere tutelabile, senza averne ottenuto la necessaria licenza.

Il giudice Kaplan ha verificato che le melodie e i testi dei due brani sono completamente diversi e che il testo di “Run this town” non contiene la parola "oh", la quale appare, seppure per ben 42 volte, solo in background e in modo tale da essere udibile e foneticamente intelligibile solo per l'ascoltatore più attento e capace. Il giudice Kaplan ha quindi ritenuto che i due brani non hanno alcuna somiglianza sostanziale tra di loro e che inoltre la parola "oh" non ha alcun significato quantitativo all’interno del brano “Hook & Sling” costituendo solo una frazione di secondo della registrazione che avrebbe potuto essere sostituita senza alterare l’essenza del brano.

Il giudice Kaplan ha infine sancito che trattandosi di utilizzo di una frazione minima del brano originario, tale campionamento non costituisca violazione perseguibile.

Questa sentenza supera il precedente orientamento delle corti americane secondo cui il campionamento non autorizzato di una registrazione sonora costituiva violazione di per sé e si è invece concentrata sull’aspetto sia quantitativo sia qualitativo dell’ipotetica violazione e costituisce inoltre un forte segnale contro società come TufAmerica che sono considerate come veri e propri “sample troll” in quanto acquisiscono le registrazioni per poi cercare artisti famosi a cui  fare causa, nel caso in cui essi facciano utilizzo di campioni delle stesse. La stessa TufAmerica, infatti, aveva già fatto causa a Kanye West per aver campionato il medesimo brano.

In Italia non risultano precedenti specifici in casi di campionamento, la giurisprudenza delle corti US potrebbe pertanto essere un buon punto di riferimento.