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Buone notizie da Bruxelles per la pubblicità del settore giochi
Mercoledì, 18 Marzo 2015 15:09

Buone notizie da Bruxelles per la pubblicità del settore giochi

di Marina Lanfranconi 

Il vicecapo dei Servizi di Pubblico Interesse della Direzione Sviluppo ha espresso l’opinione contraria all'ipotesi di vietare la pubblicità dei giochi con vincita in denaro da parte degli operatori autorizzati. Un tale divieto assoluto rischierebbe di ottenere l’effetto contrario impedendo ai consumatori il riconoscimento degli operatori autorizzati da una concessione governativa. Il rappresentante della Commissione Harrie Temmink ha altresì sottolineato che il gioco non può seguire l’esempio del tabacco proprio per le profonde differenze fra i due settori: da un lato, il settore del gioco non è di per sé dannoso per la salute, il rischio attiene solo ai casi in cui sfocia in comportamenti di eccesso, altrimenti costituisce un’attività di svago e intrattenimento; dall’altro nel settore del tabacco anche consumi minimi possono risultare nocivi per la salute  e giustificare pertanto un divieto assoluto alla pubblicità. Nei giorni scorsi, infatti, il Governo italiano aveva inviato alcuni esponenti a Bruxelles per capire se il settore dei giochi può essere paragonato a quello dei tabacchi.

In Italia il dibattito politico-parlamentare è accesso e al centro vi è il decreto delegato di attuazione dell’articolo 14 della Delega Fiscale che contiene molti cambiamenti in materia di giochi, recentemente il Viminale ha espresso parere positivo sulla bozza di “Decreto Giochi” che si pone l’obiettivo di trovare e rinnovare un nuovo e giusto equilibrio fra la riserva statale nella regolamentazione dei giochi e i parametri comunitari, in particolare in materia di tutela dell’ordine pubblico e dei cittadini.

Tuttavia in tema di regolamentazione della pubblicità del settore gioco, il modello italiano risulta uno dei più virtuosi e oltre alla legge Balduzzi (Decreto Legge 13 settembre 2012 n. 158 convertito in Legge 8 novembre 2012 n. 189) che all’art. 7 comma 4, vieta di incentivare il gioco attraverso la pubblicità e di indirizzarla ai minori,  regole aggiuntive volte a promuovere un comportamento di gioco responsabile e a tutelare le fasce più vulnerabili sono state inserire nell’articolo 28-ter del Codice dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria al quale aderiscono i principali media. Un divieto assoluto della pubblicità, anche di quella trasparente, corretta e veritiera, rischierebbe di ledere ancor più l’interesse del consumatore a distinguere le caratteristiche dei diversi prodotti fra loro. 

marina.lanfranconi@milalegal.com