Stampa questa pagina
La serialità della produzione non esclude il valore artistico del prodotto
Giovedì, 13 Aprile 2017 08:23

La serialità della produzione non esclude il valore artistico del prodotto

di Marina Lanfranconi

La serialità della produzione di opere di design industriale non ne esclude il valore artistico, requisito che il legislatore italiano ha ritenuto di aggiungere ai fini della tutela delle opere di design ai sensi del diritto di autore, in tal modo alzando la soglia di tutela per le sole opere del design industriale.

Il valore artistico deve essere desunto da indicatori oggettivi quali il riconoscimento da parte degli ambienti specializzati, l’esposizione in mostre o musei, la pubblicazione sulle riviste, l’attribuzione di premi, l’acquisto di un valore di mercato molto più elevato rispetto alla funzionalità del prodotto o la creazione del prodotto da parte di un noto artista.

La Suprema Corte di Cassazione ha riaffermato questi principi con sentenza depositata in data 23 marzo 2017, a esito del ricorso da parte di Thun S.p.a. avverso la decisione della Corte di Appello di Venezia che aveva escluso la tutelabilità ai sensi del diritto di autore di alcune statuine in ceramica di Thun.

Nel caso di specie la Corte di Appello aveva ritenuto che le statuine in questione non potessero essere protette dal diritto di autore proprio in virtù della produzione seriale e poiché consistenti in “oggetti meramente decorativi e connotati da gradevolezza estetica, ma non certo vere e proprie creazioni artistiche”.

Secondo la Suprema Corte con il recepimento della direttiva sul design del 98/71, in presenza di creatività e valore artistico la legge sul diritto di autore tutela come opere dell’ingegno anche le opere del disegno industriale che – ad avviso della Corte –  sono sempre destinate ad essere sfruttate secondo processi di fabbricazione seriali. L’interpretazione della Corte di Appello vanificherebbe perciò il senso dell’intervento legislativo di armonizzazione.

Con il secondo principio la Suprema Corte ha confermato il consolidato orientamento giurisprudenziale secondo cui il requisito del valore artistico va accertato in base a parametri oggettivi e non può essere oggetto di un mero giudizio sulla “gradevolezza artistica” da parte del giudice di merito (in questo senso di recente si è pronunciato, tra gli altri, Trib. Roma, Sez. Impresa, ord. 29 gennaio 2015).

I due principi confermati dalla Suprema Corte sono determinanti ai fini della tutela dei prodotti di design industriale sul mercato. Infatti, una volta accertata la presenza dei requisiti di carattere creativo e valore artistico le opere di design possono beneficiare della tutela del diritto di autore, che rispetto alla registrazione come disegno e modello (di 5 anni di durata, rinnovabili per 5 volte) offre una tutela ben più lunga, ossia di 70 anni dalla morte dell'autore e decorre dalla data di creazione e, al contrario dei disegni e modelli, ai sensi della Convenzione di Berna ratificata dall’Italia e resa esecutiva con L. 399 del 78 non presenta  alcuna formalità di registrazione.

marina.lanfranconi@milalegal.com