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Can TV formats be protected by copyright in the UK?
Giovedì, 16 Novembre 2017 15:30

Can TV formats be protected by copyright in the UK?

di Elisabetta Mina

Come riportato dal blog IPKat (ipkitten.blogspot.com), nel caso Banner Universal Motion Pictures Ltd v Endemol Shine Group Ltd & Anor [2017], la High Court of Justice UK ha ritenuto che un format televisivo possa essere in linea di principio protetto da copyright, nonostante nel caso in oggetto il format del TV gameshow “Minute Winner” non sia stato riconosciuto meritevole di tutela.
Tale decisione risulta particolarmente rilevante in quanto la proteggibilità del format ai sensi della legge inglese è stata a lungo incerta, in particolare dopo la decisione Green v New Zealand Broadcasting Corporation [1989], in cui il Privy Council aveva rigettato la domanda di condanna per copyright infringement e passing off, avanzata dall’autore Hugh Hughes Green a tutela del format di un talent show dal titolo “Opportunity Knocks!” da lui creato e condotto, nei confronti di un emittente che aveva realizzato un programma simile e dallo stesso titolo.
Nel caso in commento l’azione è stata promossa da Banner Universal Motion Pictures (BUMP, una società del Regno Unito), in qualità di assegnatario dei diritti sul format “Minute Winner”, sviluppato nel 2003 da un cittadino danese, contro, tra gli altri, una società di produzione televisiva svedese, Friday TV.
La ricorrente ha sostenuto che, a seguito di una riunione del 2005 a Stoccolma in cui erano state divulgate informazioni riservate, compresa la frase "you have a minute to win it", Friday TV aveva abusato di tali informazioni per sviluppare il format del gameshow “Minute to Win It”. Tale programma è stato trasmesso per la prima volta negli Stati Uniti nel 2010 e, successivamente, nel Regno Unito nel 2011. I diritti di utilizzazione su “Minute to Win It” sono stati venduti in oltre settanta paesi in tutto il mondo.
Il format, nella descrizione contenuta in un documento presentato alla corte, delinea un programma televisivo girato sia in uno studio che in esterni (strade, centri commerciali o nelle case della gente), durante il quale viene dato alle persone un minuto per vincere qualcosa.
Secondo BUMP, il format, come descritto nel documento presentato alla Corte, costituisce un’opera protetta dal copyright in quanto opera drammatica (e quindi “opera, con o senza parole o musica, in grado di essere eseguita davanti a un pubblico"), originale ai sensi del Copyright, Designs and Patents Act (e non anche in quanto opera letteraria, poiché tali categorie in base alla legge del Regno Unito si escludono a vicenda).
Nella decisione si afferma che possa essere in linea di principio oggetto di discussione la circostanza che il format di un gioco televisivo o di uno spettacolo a quiz possa costituire un’opera drammatica tutelata dal copyright. Ciò nonostante, così come è connaturato a un gioco a quiz, le domande poste e le risposte date non siano conosciute in anticipo e, quindi, anche se il programma conterrà elementi di spontaneità nonchè elementi che cambiano da un episodio all'altro.
La Corte ha quindi concluso che il formato di un gioco televisivo o di un quiz può essere ritenuto un’opera drammatica protetta dal copyright, a condizione tuttavia che "ci sia un certo numero di caratteristiche chiaramente identificate che, nel loro insieme, distinguono lo spettacolo in questione da altri di un tipo simile; e … che tali elementi distintivi siano collegati tra loro in un quadro coerente che possa essere applicato ripetutamente, in modo da consentire la riproduzione dello spettacolo in forma riconoscibile".
Affermata la tutelabilità di massima di un format di un programma televisivo, la decisione ha negato tuttavia la tutela del copyright al format oggetto del giudizio, in quanto il contenuto del format era poco chiaro e privo di specificità, e gli elementi indicati, anche nel loro contesto, non erano tali da identificare una struttura coerente sulla quale fare affidamento per riprodurre uno show riconoscibile e identificabile. Al contrario le caratteristiche riportate nel documento descrittivo del format erano, a parere della Corte, comuni e indistinguibili dalle caratteristiche di molti altri giochi. La Corte ha infine  respinto le domande di violazione della riservatezza (già respinte anche dalle corti svedesi in precedente giudizio) e di passing-off, per mancanza di sufficiente goodwill in capo al ricorrente.
La decisione in commento evidenzia come sia il percorso giurisprudenziale, che i criteri applicati per il riconoscimento della protezione al format di un programma televisivo siano anche in UK molto vicini a quelli che hanno trovato applicazione nella più recente giurisprudenza italiana. Un’ottima notizia per una tipologia di opera la cui utilizzazione avviene ben oltre i confini nazionali.

elisabetta.mina@milalegal.com