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Chi ha diritto alla registrazione come marchio del nome di una band musicale? Il caso dei Deep Purple
Venerdì, 09 Novembre 2018 11:47

Chi ha diritto alla registrazione come marchio del nome di una band musicale? Il caso dei Deep Purple

di Francesca Gioia

Il 4 ottobre, il Tribunale dell’Unione Europea ha confermato la decisione della Divisione d’Appello EUIPO in merito all’opposizione sollevata quanto alla registrazione del marchio “Deep Purple”, confermandone la registrabilità, anche se soltanto per alcuni prodotti della classe 9 (in particolare giochi e software per computer), conformemente a quanto deciso nella decisione impugnata.

La diatriba decisa dal Tribunale ha origine nel 2013 quando Richard Hugh Blackmore, ex membro dei Deep Purple, aveva depositato come domanda di registrazione di marchio comunitario il nome del gruppo musicale, per iprodotti e i servizi delle classi 9 (registrazioni musicali), 25 (abbigliamento) e 41 (servizi di intrattenimento).

Ian Paice, attuale batterista della nota band, si era opposto a tale registrazione del nome dei Deep Purple ai sensi dell’art. 8, par. 4 del Regolamento sul Marchio Comunitario, sostenendo il diritto della band ad utilizzare in via esclusiva tale denominazione invocando l’uso di fatto della denominazione da parte della band alla luce del principio dell’ordinamento inglese del passing off, posto a protezione dell’avviamento d’impresa. L’opposizione era stata accolta solo parzialmente dall’EUIPO, che aveva ritenuto valida la registrazione, ma soltanto per alcuni dei prodotti originariamente rivendicati da Richard Hugh Blackmore, riconoscendo al contrario per gli altri il rischio di confusione.

Sia Paice che Blackmore avevano quindi impugnato tale decisione davanti alla Divisione d’Appello  EUIPO che, alla luce delle prove fornite sull’avviamento del marchio anteriore e sul rischio di confusione tra segni, aveva confermato la precedente pronuncia, limitando tuttavia ulteriormente i prodotti originariamente rivendicati ad alcuni prodotti della classe 9 (tra cui giochi e software per computer). 

Entrambe le parti presentavano quindi ricorso al Tribunale dell’Unione Europea: l’ex Deep Purple Blackmore lamentando l’erronea applicazione delle norme sul passing off, Ian Paice chiedendo di escludere la registrazione anche per i rimanenti prodotti. 

Il Tribunale ha affermato che la dimostrata capacità attrattiva e di avviamento del marchio (c.d. goodwill) in determinati settori non è idonea a provare il rischio di confusione tra i segni anche rispetto a prodotti e servizi molto diversi. In particolare, non è stato in alcun modo provato che i Deep Purple commercializzassero prodotti affini a quelli della classe 9 in questione o che, nel panorama dei gruppi musicali, la commercializzazione degli stessi fosse un’attività tipica. 

Il Tribunale non ha inoltre accolto, ritenendola non provata, l’ulteriore argomentazione riguardante la contestata intenzione decettiva di Blackmore al momento della registrazione del marchio. 

La denominazione di una band è senza dubbio un segno distintivo e riveste un valore economico per il gruppo musicale a cui si riferisce. In Italia è stato più volte riconosciuto dalla giurisprudenza il principio secondo il quale l’uso del nome di un gruppo musicale è un diritto esclusivo dei suoi componenti. La denominazione di un complesso, inteso come una società in nome collettivo irregolare e centro autonomo di imputazione di interessi e di diritti, resta di esclusiva pertinenza dell’organizzazione, anche nel caso in cui taluno degli originari componenti fuoriesca dal gruppo. Secondo tale orientamento l’ex componente del gruppo, uscito dall’organizzazione, non può quindi pretendere di utilizzare lo pseudonimo collettivo (e, a maggior ragione, di registrarlo come marchio). L’interesse del gruppo all’uso esclusivo deve in ogni caso bilanciarsi con quello degli ex componenti di evocare le radici della propria attività artistica, purché ciò avvenga in modo chiaro e tale da non creare confusione tra il prodotto artistico offerto dagli ex componenti del gruppo e quello del gruppo nell’attuale formazione che del nome ha l’uso esclusivo (cfr. Cass. 11 aprile 2018, n. 9013 nel caso “I Cugini di Campagna”).

francesca.gioia@milalegal.com