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DAZN, streaming “Dove e quando vuoi”: sanzioni dell’AGCM per ingannevolezza nella comunicazione commerciale
Giovedì, 11 Aprile 2019 08:44

DAZN, streaming “Dove e quando vuoi”: sanzioni dell’AGCM per ingannevolezza nella comunicazione commerciale

di Elena Dazio

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, con il provvedimento n. 27593 del 20 marzo scorso, ha chiuso l’istruttoria avviata nel mese di agosto sanzionando Perform Investment Limited e Perform Media Services S.r.l., società che svolgono l’attività di commercializzazione dei contenuti multimediali con il brand DAZN, per due pratiche commerciali scorrette poste in essere nell’attività di promozione dell’offerta del servizio streaming DAZN per la stagione 2018/2019 della Serie A e B.

DAZN, divisione del gruppo Perfom, ha iniziato a farsi conoscere nel mercato italiano per gli ingenti investimenti fatti per l’acquisizione dei diritti di trasmissione in diretta di alcune partite di Serie A e B del campionato di calcio italiano per il triennio 2018/2021, offrendo la possibilità agli utenti di fruire tali contenuti in streaming live e on demand.

In particolare l’Autorità ha ritenuto ingannevole ai sensi dell’art. 21 del Codice del Consumo l’utilizzo del claim “dove e quando vuoi” utilizzato sulla home page del sito web dedicato al servizio e nello spot televisivo mandato in onda nel luglio 2018, al fine di enfatizzare la possibilità di fruire il servizio streaming dovunque ed in qualsiasi momento, senza fare alcun riferimento alle limitazioni tecniche che avrebbero potuto rendere difficoltosa o addirittura impedire la fruizione del contenuto offerto, come dimostrato dalle difficoltà incontrate dagli utenti nelle prime fruizioni effettuate all’inizio della stagione calcistica.

Secondo l’Autorità tale claim lascia intendere che i contenuti del servizio di streaming possano essere visionati con estrema facilità, dovunque si trovi l’utente e in qualsiasi momento, escludendo che il claim in questione costituisca espressione “esagerata” e “iperbolica” tale da costituire una mera esaltazione dell’attrattività del prodotto o servizio offerto. Al contrario, il claim è in grado di richiamare l’attenzione del consumatore su quelle che appaiono come caratteristiche reali del servizio, facendogli così assumere una decisione commerciale che altrimenti non avrebbe preso.

Di questa valutazione data dall’Autorità si dovrà pertanto tenere conto nelle campagne promozionali per servizi disponibili su dispositivi mobili ove si intenda enfatizzare la possibilità per l’utente di fruirli in ogni momento e luogo.

L’Autorità ha inoltre accertato una seconda pratica commerciale scorretta posta in essere sempre in violazione dell’art. 21 Codice del Consumo relativa alle informazioni fornite ai consumatori per effettuare l’adesione al servizio DAZN attraverso il sito web dedicato. All’utente veniva, infatti, data la possibilità di fruire di un mese di prova gratuito attraverso la registrazione al servizio DAZN, con la esplicita precisazione che la creazione di un profilo di accesso non avrebbe costituito in alcun modo un’adesione ad un contratto di abbonamento (si riportava “Non c’è contratto, potrai disdire quando vuoi”). In realtà, come emerso dalle evidenze istruttorie, la creazione di un account determinava nei fatti la conclusione del contratto per il servizio che, in assenza di disdetta, avrebbe comportato l’inizio dell’addebito automatico dei costi mensili.

Per le pratiche commerciali scorrette riscontrate, l’Autorità ha irrogato la sanzione amministrativa pecuniaria di 500 mila Euro complessivi (di cui 260 mila per la prima condotta contestata e 240.000 per la seconda).

elena.dazio@milalegal.com