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Diritto d’autore, fotografie e Instagram: Narciso alle prese con i diritti del fotografo
Lunedì, 27 Maggio 2019 15:07

Diritto d’autore, fotografie e Instagram: Narciso alle prese con i diritti del fotografo

di Elisabetta Mina

La disciplina autorale si scontra nuovamente con la pubblicazione di fotografie sui social network. Secondo quanto riportato dai media (e commentato dall’IPKat), l’ultima celebrity a finire nell’occhio del ciclone è la popstar Ariana Grande, che va così ad aggiungersi ad altre celebrità, come Gigi Hadid, accusate di violazione del diritto d’autore per aver pubblicato sul proprio account Instagram una foto che le ritrae, senza l’autorizzazione del fotografo. 

Nel giudizio promosso avanti alla Corte del Distretto Sud di New York, il fotografo Robert Barbera ha contestato la violazione del titolo 17 del US Copyright Act, per aver la cantante postato due foto da lui scattate senza autorizzazione e senza indicare l’identità del fotografo, intenzionalmente violando a dire di Barbera i suoi diritti d’autore. Le fotografie oggetto di contestazione ritraggono la cantante con una borsa con la scritta “Sweetener”, titolo del suo ultimo album, corredata da una didascalia contenete un espresso riferimento allo stesso.

Se una tale condotta dovesse essere valutata ai sensi della legge italiana, quali sarebbero i diritti azionabili da parte del fotografo che veda pubblicata sul profilo social di una celebrity una fotografia che la ritrae, scattata dal fotografo in un luogo pubblico nello svolgimento della sua attività di “paparazzo”?

Secondo l’art. 97 L.d.A., è lecita nell’esercizio del diritto di cronaca la riproduzione e diffusione dell’immagine di una persona, ove tale riproduzione e diffusione siano giustificate dalla notorietà della stessa e siano collegate a fatti svoltisi in pubblico, purché non venga lesa la reputazione del soggetto ritratto.

La fotografia di un personaggio noto scattata da un paparazzo, non può tuttavia essere liberamente riprodotta da parte di terzi, inclusa la persona ritratta, se si è in presenza di un’opera fotografica che ricade sotto la previsione dell’art. 2 n. 7 Legge Autore, o di una fotografa semplice, vale a dire di un’immagine “di persone o di aspetti, elementi o fatti della vita naturale o sociale”, priva del carattere creativo, ma caratterizzate da una qualche attività personale del fotografo, quanto meno nella ricerca del soggetto da fotografare (e tutelate, più limitatamente, ai sensi degli artt. 87 e ss. L.A., come diritti connessi). Nella maggior parte dei casi, le foto scattate da cronisti e paparazzi appartengono alla categoria delle fotografie semplici; su tali scatti (ove non commissionati) il fotografo ha un diritto di riproduzione e diffusione, a condizione che la fotografia riporti il nome del fotografo e la data dell'anno di produzione della fotografia. Qualora gli esemplari non contengano le suddette indicazioni, la loro riproduzione non è considerata abusiva, a meno che il fotografo non provi la malafede del riproduttore. 

La reperibilità di un numero elevatissimo di fotografie sulla rete e in particolare sui social network rende oggi particolarmente diffuso il convincimento che le immagini presenti online siano liberamente riproducibili. Così sembra aver ritenuto Arianna Grande che, trovata sul web una fotografia che la ritrae, l’ha rispostata sul suo profilo Instagram. E i diritti del paparazzo? 

Il Tribunale di Roma nella sentenza n. 12076/2015, si è espresso sul punto affermando che la condivisione di un’opera fotografica sui social network o sul web è lecita se la stessa sia tratta da una pagina non riconducibile all’autore dell’immagine fotografica, o nella quale non sia indicato in maniera chiara e immediatamente visibile il nome del fotografo e l’anno di riproduzione, né sulla stessa siano riportate le indicazioni richieste dall’art. 90 L.A. (inclusi watermark o filigrane digitali), salvo che il fotografo possa provare la malafede del riproduttore. Al contrario, la riproduzione va considerata abusiva quando, nonostante manchino sulla fotografia le indicazioni di cui all’art. 90 L.A., la stessa sia stata pubblicata su una pagina web riconducibile al titolare dei diritti o nella quale siano chiaramente indicati a fianco della fotografia il nome di colui che è titolare dei diritti fotografici e la data dello scatto, quali, ad esempio la pagina Facebook di un utente. 

Molte sono le ulteriori domande a cui dare risposta in casi analoghi a quello di Arianna Grande – quali, ad esempio, se la pubblicazione di una foto su di un social media da parte di una celebrity o di un influencer non possa mai essere in nessun caso qualificata quale uso privato ai sensi dell’art. 19 LdA, ove vi sia un uso “promiscuo” del profilo. Non resta che attendere un primo caso italiano.

elisabetta.mina@milalegal.com