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Il Tribunal de Grande Instance di Parigi si pronuncia sull’esaurimento del diritto di distribuzione online
Martedì, 05 Novembre 2019 15:17

Il Tribunal de Grande Instance di Parigi si pronuncia sull’esaurimento del diritto di distribuzione online

di Valerio Capasso

Secondo una recente decisione del Tribunal de Grande Instance de Paris, gli utenti iscritti ad una piattaforma digitale tramite la quale acquistano videogiochi in formato digitale sono liberi di rivenderli a terzi.

La vertenza nasce dall’iniziativa dell’associazione di consumatori francese UFC-Que Choisir radicata nei confronti della Valve Corporation titolare della nota piattaforma digitale Steam e avente ad oggetto l’annullamento di alcune clausole contrattuali previste dalle condizioni generali di contratto per violazione della legge Francese, normativa Privacy e diritto d’Autore. In particolare, per ciò che è di nostro interesse, è stata chiesta la nullità della clausola che vietava la rivendita dei giochi acquistati dagli utenti in formato digitale senza supporto fisico.

La difesa di Valve partiva dall’assunto secondo il quale l’utente sottoscriverebbe un vero e proprio abbonamento, con il quale non gli verrebbe conferita alcuna titolarità o proprietà dei contenuti. Inoltre, secondo quanto previsto dalle condizioni generali di contratto, l’abbonato avrebbe diritto a fruire dei contenuti solo per proprio uso personale, senza alcun diritto a vendere, concedere in garanzia o trasferire riproduzioni dei contenuti a terzi in alcun modo, né concedere in locazione, in leasing o in licenza tali contenuti senza la previa autorizzazione scritta di Valve.

Pertanto, alla luce di tali vincoli contrattuali, secondo Valve l’utente non potrebbe rivendere a terzi i videogiochi scaricati online. 

Le argomentazioni di Valve non sono state accolte dall’Alta Corte Parigina che ha ritenuto al contrario configurarsi l’esaurimento del diritto di distribuzione di Valve in applicazione della direttiva Infosoc 2001/29/CE e della direttiva Software 2009/24/CE. 

In primo luogo, secondo il giudice francese, la licenza all’utilizzo del videogioco è stata effettivamente acquistata dall’utente e non ottenuta in costanza di un abbonamento ad un servizio. Infatti, riprendendo le parole della Corte, l’abbonamento menzionato da Valve “consiste in realtà in un acquisto, il gioco è messo a disposizione dell’utente per un periodo di tempo illimitato. Si configura una vera e propria vendita di una copia di un videogioco, effettuata ad un prezzo determinato in anticipo e pagato in un'unica rata dall'utente”. Pertanto, per la Corte tale operazione implica il trasferimento del diritto di proprietà della copia considerato che al consumatore, dietro pagamento di un corrispettivo, viene concesso il diritto ad utilizzare la copia del videogioco per un periodo illimitatoIn questa direzione, l’Alta Corte Francese ha ripreso letteralmente i medesimi principi espressi nella nota sentenza della Corte di Giustizia “UsedSoft”. 

In secondo luogo, il giudice francese ha stabilito che la copia digitale diventa copia fisica nel momento in cui viene eseguito il download del software dal sito internet e installato nel computer dell'utente. In altri termini, secondo il giudice francese, la copia digitale di software scaricata dalla piattaforma Steam e installata su supporto fisico rientrerebbe nella definizione di “copia materiale” trovando così accesso alla tutela prevista dalla direttiva europea Infosoc 2001/29/CE. Pertanto, secondo l’Alta Corte Parigina si configurerebbe l’esaurimento del diritto di Valve anche per le opere dematerializzate legalmente acquistate. 

Valve è stata quindi condannata a modificare le clausole contrattuali di divieto di rivendita dei videogiochi oltre che alle ulteriori misure accessorie di inibitoria e pubblicazione della sentenza. 

La decisione della Corte francese interviene pendente il caso “Tom Kabinet” avanti la Corte di Giustizia, chiamata a pronunciarsi sulla questione relativa all’applicazione del diritto di esaurimento anche ai software scaricati online. Proprio lo scorso 10 settembre l’Avvocato Generale Spuznar ha pubblicato le sue conclusioni che però si contrappongono alla decisione francese sopra esposta, stabilendo, in estrema sintesi, che non ci sarebbe spazio per la rivendita di seconda mano degli e-book scaricati online. A questo punto non ci resta che attendere la tanto attesa pronuncia della Corte di Giustizia. 

valerio.capasso@milalegal.com