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La Corte di Giustizia e il caso Brompton: la forma funzionale propria di un’opera originale può essere tutelata ai sensi del diritto d’autore
Martedì, 23 Giugno 2020 09:07

La Corte di Giustizia e il caso Brompton: la forma funzionale propria di un’opera originale può essere tutelata ai sensi del diritto d’autore

di Francesca Gioia

Con sentenza dell’11 giugno 2020, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea si è pronunciata sulla domanda pregiudiziale presentata nell’ambito della controversia instaurata dall’ideatore e dalla società produttrice delle biciclette pieghevoli Brompton contro la società Chedech/Get2Get, a cui veniva contestata la produzione di bicilette del tutto simili, in violazione dei diritti d’autore di Brompton. In particolare, oggetto della decisione in commento, è la forma della nota bicicletta Brompton, progettata per poter assumere tre diverse posizioni (posizione piegata, posizione aperta e posizione intermedia per il posizionamento in equilibrio sul terreno), il cui meccanismo di piegatura aveva altresì formato oggetto di brevetto, oggi scaduto.  

La vicenda prende le mosse dalla questione pregiudiziale formulata dal giudice del rinvio belga, che decideva di rivolgersi alla Corte di Giustizia al fine di stabilire, in primo luogo, se possono godere di tutela ai sensi della legge sul diritto d’autore anche opere la cui forma sia almeno in parte necessaria per pervenire ad un risultato tecnico e, secondariamente, se al fine di valutare la necessità di una forma per ottenere un risultato tecnico, occorra tenere in considerazioni criteri quali,  l’esistenza di altre possibili forme che permettono di pervenire al medesimo risultato, l’efficacia della forma per pervenire a detto risultato, la volontà dell’asserito contraffattore di pervenire a tale risultato e/o - come nel caso di specie - l’esistenza di un brevetto anteriore, seppur estinto, sul procedimento che permette di pervenire al risultato tecnico perseguito.   

Secondo la ricostruzione operata dalla Corte di Giustizia, anche attraverso il riferimento alla ormai nota sentenza Cofemel, la nozione di opera, tutelata ai sensi del diritto d’autore, implica un oggetto originale che sia una creazione intellettuale propria del suo autore; “perché un oggetto possa essere considerato originale è necessario e sufficiente che rifletta la personalità del suo autore manifestando le scelte libere e creative di quest’ultimo” (cfr. punto 30 della  sentenza Cofemel, C-638/17). 

La Corte ha inoltre ricordato che ove la realizzazione di un oggetto sia stata determinata da considerazioni di carattere tecnico, da regole o da altri vincoli che non lasciano margine per la libertà creativa, non può ritenersi che tale oggetto presenti l’originalità necessaria per poter costituire un’opera e godere quindi della protezione conferita dal diritto d’autore. Ne deriva che nel caso in cui la forma del prodotto sia dettata unicamente da una funzione di tipo tecnico, tale prodotto non può rientrare nella sfera di protezione ai sensi della legge sul diritto d’autore. 

Secondo la ricostruzione operata dalla Corte, pertanto, un oggetto che soddisfa il requisito di originalità può beneficiare della protezione ai sensi della legge sul diritto d’autore anche qualora la realizzazione di tale oggetto sia stata determinata da considerazione tecniche, purché una simile determinazione non abbia impedito all’autore di riflettere la sua personalità in tale oggetto, manifestando scelte libere e creative. 

Tornando al caso di specie, la Corte ha rimesso al Giudice del rinvio, il giudizio sulla tutelabilità ai sensi del diritto d’autore della  bicicletta pieghevole Brompton: nonostante la forma della biciletta appaia necessaria per ottenere un particolare risultato tecnico - vale a dire l’idoneità della stessa ad assumere tre posizioni - spetta a tale giudice stabilire se nel caso di specie, alla luce di tutti gli elementi pertinenti esistenti al momento della creazione del prodotto, attraverso la specifica scelta della forma del prodotto, il suo autore abbia espresso la propria capacità creativa in maniera originale, effettuando scelte libere e creative e abbia modellato il prodotto in modo da riflettere la propria personalità.

In tale contesto, e dato che deve essere valutata solo l’originalità del prodotto in esame, l’esistenza di altre forme possibili che consentono di giungere allo stesso risultato tecnico, benché permetta di constatare l’esistenza di una possibilità di scelta, non è determinante al fine di valutare i fattori che hanno guidato la scelta effettuata dal creatore. Analogamente, la volontà del presunto contraffattore è irrilevante nell’ambito di una simile valutazione. Quanto all’esistenza di un brevetto anteriore, oggi scaduto, nonché all’efficacia della forma per pervenire al medesimo risultato tecnico, secondo la Corte, se ne dovrebbe tener conto solo nei limiti in cui tali elementi consentano di rivelare le considerazioni effettuate nella scelta della forma del prodotto di cui trattasi (cfr. punti da 35 a 37 della Sentenza). 

In conclusione, la Corte di Giustizia ha risposto ai quesiti posti dal giudice del rinvio, dichiarando che: “Gli articoli da 2 a 5 della direttiva 2001/29 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2001, sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione, devono essere interpretati nel senso che la protezione a titolo del diritto d’autore da essi prevista si applica a un prodotto la cui forma è, quantomeno in parte, necessaria per ottenere un risultato tecnico, qualora tale prodotto costituisca un’opera originale risultante da una creazione intellettuale in quanto, mediante tale forma, il suo autore esprime la propria capacità creativa in maniera originale effettuando scelte libere e creative, di modo che detta forma riflette la sua personalità, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare tenendo conto di tutti gli elementi pertinenti della controversia principale”.

francesca.gioia@milalegal.com