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Bozza del nuovo regolamento UE relativo all’applicazione dell’art. 101, para. 3, TFUE sulle intese verticali e le pratiche concordate e annessi orientamenti della Commisisone Europea
Mercoledì, 06 Ottobre 2021 10:05

Bozza del nuovo regolamento UE relativo all’applicazione dell’art. 101, para. 3, TFUE sulle intese verticali e le pratiche concordate e annessi orientamenti della Commisisone Europea

di Matteo Biondetti

Con l’approvazione lo scorso 9 luglio 2021 del contenuto del progetto del nuovo Regolamento UE relativo all'applicazione dell'articolo 101, paragrafo 3, TFUE a categorie di accordi verticali e pratiche concordate (Vertical Block Exemption Regulation, VBER), unitamente alle relative Guidelines, la Commissione Europea ha ufficialmente avviato una consultazione pubblica per raccogliere opinioni e osservazioni dagli Stati membri e dagli stakeholders. L’entrata in vigore del VBER è fissata per il 1° giugno 2022 ed andrà a sostituire il Regolamento EU n. 330/2010.

L’adozione di un nuovo corpo normativo comunitario nasce dall’esigenza di adeguare la disciplina sul diritto della concorrenza ai cambiamenti che hanno negli ultimi dieci anni interessato il mercato, non ultimo il ruolo fondamentale che gioca oggi la tecnologia digitale negli assetti commerciali e nei rapporti tra le imprese che operano nell’Unione Europea.

Non è un caso che il nuovo Regolamento UE e gli Orientamenti della Commissione dedichino grande attenzione al tema delle vendite on-line, vuoi estendendo la definizione di “fornitore” agli intermediari che offrono servizi di intermediazione on-line indipendentemente dal fatto che sia o meno una parte coinvolta nella transazione che essa facilita (un chiaro riferimento ai players dell’e-commerce, tra cui i titolari di piattaforme e marketplaces), vuoi stabilendo che le restrizioni relative alle vendite on-line beneficiano dell'esenzione per categoria prevista dal Regolamento a condizione che non si prefiggano, direttamente o indirettamente, di impedire l'uso efficace di Internet da parte degli acquirenti o dei lori clienti ai fini della vendita dei loro beni o servizi online, ad esempio perché in tal modo si può ridurre notevolmente la quantità totale delle vendite on-line sul mercato.

L’incremento delle vendite dirette tramite commercio elettronico da parte dei fornitori ha inoltre reso necessario intervenire sul modello di “dual distribution”, che si configura quando un fornitore vende i propri beni e servizi tanto tramite distributori indipendenti, quanto direttamente ai clienti finali, in regime quindi di concorrenza diretta con i propri distributori indipendenti. I dati raccolti dalla Commissione nel periodo di revisione hanno infatti evidenziato che, sebbene gli scenari di duplice distribuzione fossero piuttosto limitati nel periodo di adozione della VBER, gli stessi sono diventati ad oggi prevalenti per via della crescente diffusione delle vendite on-line, conseguenza anche della prolungata chiusura degli esercizi commerciali causa pandemia Covid-19. 

L'attuale versione del VBER esenta gli accordi di doppia distribuzione  nonostante il fatto che il fornitore e i distributori indipendenti siano tecnicamente concorrenti a livello di vendita al dettaglio; per affrontare questa preoccupazione, la Commissione Europea propone ora di apportare modifiche al regine esistente di “safe harbour”, tra cui quello di escludere i fornitori di servizi di intermediazione on-line dal beneficio dell'approdo sicuro se hanno una funzione ibrida, vale a dire quando vendono beni o servizi in concorrenza con imprese a cui forniscono servizi di intermediazione on-line (articolo 2, paragrafo 7); di limitare l’esenzione per la doppia distribuzione ai casi in cui la quota di mercato aggregata delle parti nel mercato al dettaglio non supera il 10%, (articolo 2.paragrafo 4); e infine di creare un “approdo sicuro” aggiuntivo ma più limitato per la doppia distribuzione qualora il fornitore e i suoi distributori abbiano una quota di mercato aggregata a livello di vendita al dettaglio superiore al 10%, ma non superiore alla quota di mercato del 30% di cui all'articolo 3 del VBER. In tale scenario, tutti gli aspetti dell'accordo verticale rimangono esentati, ad eccezione degli scambi di informazioni tra le parti dell'accordo verticale, che devono essere valutati in base alle norme applicabili agli accordi orizzontali (articolo 2, paragrafo 5).

La consultazione pubblica si è chiusa il 17 settembre 2021; la Commissione Europea sta ora esaminando le proposte in discussione per poi introdurre le nuove norme alla scadenza dell’attuale VBER. 

Per consultare le fonti, cliccare sul seguente link.

matteo.biondetti@milalegal.com