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(Albert Einstein)

#WeAreInChina - News dal Salone del Mobile.Milano Shanghai

#WeAreInChina - News dal Salone del Mobile.Milano Shanghai

Si è appena conclusa la seconda edizione del “Salone del Mobile.Milano Shanghai” con una presenza delle aziende doppia rispetto alla prima edizione, grande entusiasmo e copertura mediatica a conferma che tale marchio contraddistingue oramai anche in Cina un importante appuntamento per il mondo dell’arredamento italiano. Un centinaio di aziende italiane, eccellenze del made in Italy, hanno lanciato e/o esposto nel mercato cinese i propri prodotti durante la manifestazione fieristica e culturale, già nota in tutto il mondo. Molte delle opere di design esposte sono rappresentative del perfetto connubio tra stile italiano e domanda del mercato cinese con un effetto di contaminazione fra culture attraverso l’inserimento delle creazioni italiane negli spazi di arredo dei cinesi.
Degno di nota risulta lo sforzo legislativo dell’ordinamento giuridico cinese che negli ultimi anni ha accettato di innalzare il livello di tutela dei diritti di proprietà intellettuale, tuttavia l’esposizione di marchi/prodotti italiani in Cina è ancora percepita come rischiosa ancorché inevitabile per gli elevati numeri. Per garantire una efficace tutela legale di tali asset risulta necessaria una strategia di tutela preventiva e i diritti registrati risultano spesso quelli più facilmente azionabili nei casi di copie, soprattutto in occasione di esposizioni come il Salone del Mobile in cui vengono lanciati numerosi brand e prodotti non ancora presenti nel mercato cinese.
I dati recentemente riportati dall’Ufficio Marchi e Brevetti cinese mostrano un numero di domande di registrazione di segni distintivi come marchi, forme dei prodotti come design o marchi, e soluzioni tecnologiche come brevetti, sempre crescente da parte degli imprenditori stranieri. E’ di palese evidenza che il deposito di diritti di proprietà intellettuale in epoca anteriore all’immissione dei prodotti o servizi nel mercato cinese, riduce i rischi e aumenta notevolmente le possibilità di protezione, in quanto la tutela dei diritti di fatto è spesso inesistente o molto complessa a livello probatorio e in assenza di registrazione spesso riservata a rare eccezioni di brand e forme considerate notorie o “well-known”, la cui valutazione nel merito attiene al territorio cinese.
Per molte aziende il successo commerciale dei prodotti è accompagnato dalla titolarità di diritti esclusivi nel territorio cinese e dall’ottenimento di decisioni favorevoli in casi di contraffazione e di “take down” di prodotti contraffatti dalle piattaforme e-commerce che in Cina vantano numeri ogni giorno più elevati. Lo State Intellectual Property Office delle Repubblica Popolare Cinese (SIPO) nel 2016 ha registrato 152,072 casi aventi ad oggetto diritti di proprietà intellettuale giudicati dai Tribunali cinesi, con un incremento di circa il 20% rispetto all’anno precedente.
Inoltre da settembre 2017 il governo cinese ha autorizzato una campagna di “public awareness” (consapevolezza) sulla protezione dei diritti di proprietà intellettuale e il premier Li il 23 novembre scorso ha annunciato l’imminente aumento delle sanzioni irrogate nei casi di violazione dei diritti IP, misura ritenuta fondamentale per supportare gli investimenti delle imprese straniere in Cina. 

Per altre informazioni: studio@milalegal.com