Tutti sanno che una cosa é impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa, e la inventa.

(Albert Einstein)

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge sul divieto di Ambush Marketing

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge sul divieto di Ambush Marketing

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 121 del 12 maggio 2020 della Legge 8 maggio 2020, n. 31, è stato convertito in legge, con modifiche, il Decreto Legge 11 marzo 2020 n. 16, che disciplina il divieto di attività di c.d. ambush marketing, ovvero quel fenomeno di associazione indebita e non autorizzata di un brand a un evento mediatico. La ratio della nuova disciplina è quello di evitare che operatori economici non autorizzati da regolari contratti di sponsorizzazione pongano in essere condotte tendenti ad associare il proprio marchio ad un evento sportivo o fieristico di rilevanza nazionale o internazionale quali, tra gli altri, i Giochi Olimpici invernali Milano - Cortina 2026.

Si segnala che, in sede di conversione del Decreto Legge, l’originario riferimento alle “attività di pubblicizzazione parassitaria” ivi contenuto è stato sostituito dal più generico concetto di “attività parassitarie”, al fine di ampliare ulteriormente la nuova disciplina, così da ricomprendere tutte le "attività di pubblicizzazione e commercializzazione parassitarie, fraudolente, ingannevoli o fuorvianti”.

In particolare, ai sensi dell’art. 10 del Decreto Legge coordinato con la Legge di conversione, sono individuate le seguenti attività di pubblicizzazione e commercializzazione vietate:

  1. la creazione di un collegamento anche indiretto fra un marchio o altro segno distintivo e un evento sportivo o fieristico di rilevanza nazionale o internazionale, idoneo a indurre in errore il pubblico sull’identità degli sponsor ufficiali;

  2. la falsa rappresentazione o dichiarazione nella propria pubblicità di essere sponsor ufficiale di un evento sportivo o fieristico di rilevanza nazionale o internazionale;

  3. la promozione del proprio marchio o altro segno distintivo tramite qualunque azione, non autorizzata dall’organizzatore, che sia idonea ad attirare l’attenzione del pubblico, posta in essere in occasione di un evento sportivo o fieristico di rilevanza nazionale o internazionale, e idonea a generare nel pubblico l’erronea impressione che l’autore della condotta sia sponsor dell’evento sportivo o fieristico medesimo;

  4. la vendita e la pubblicizzazione di prodotti o di servizi abusivamente contraddistinti, anche soltanto in parte, con il logo di un evento sportivo o fieristico di rilevanza nazionale o internazionale, ovvero con altri segni distintivi idonei a indurre in errore il pubblico circa il logo medesimo e a ingenerare l’erronea percezione di un qualsivoglia collegamento con l’evento ovvero con il suo organizzatore o con i soggetti da questo autorizzati.